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IL PARCO

 

 

 

Avete mai provato la sensazione di trasgredire, senza fare, in effetti, nulla di sconveniente? Una sensazione eccitante esilarante quasi mistica….

 

 Il parco, all'ora di pranzo, non era particolarmente affollato. C'erano solo i ragazzini che, dopo la scuola, si prendevano un momento di pausa passeggiando sotto il primo sole primaverile, mangiando un panino seduti su qualche panchina parlando del ragazzo appena arrivato o del prossimo esame. Ogni tanto spunta una bicicletta che sfreccia per andare chissà dove e a volte puoi vedere una coppietta che tenera si bacia sdraiati sul prato.

Ma quella che si vede su di una panchina semi nascosta da un albero, non si sta baciando, fa molto di più. Non sono ragazzini esuberanti, lei sembra essere intorno ai 30 anni, non è bellissima, ma indubbiamente ha un certo fascino. Lui, intorno ai 40, come lei molto fascinoso e alquanto virile, sembra accettare di buon grado le attenzioni che gli vengono riposte. Il bacio che si stanno dando dura già da un po’, e non è certo innocente come quello dei ragazzini. Sono evidentemente molto presi dalla loro situazione, sembra che non si accorgano nemmeno della gente che passa loro accanto, con reazioni che vanno dal sorriso complice alla smorfia scioccata, alcuni si fermano anche a guardarli senza una loro ben che minima reazione dallo spettacolo che stanno dando e senza nessuna intenzione di smettere a quanto pare. Il bacio comincia a farsi coinvolgente, le strette e le carezze che prima erano di scoperta si stanno trasformando, ora, in pura passione.

All'improvviso la donna abbandona il bacio, si alza e regalandogli un sorriso malizioso si siede sulle gambe del suo cavaliere, a cavalcioni. Lentamente si china sulle sue labbra e ricomincia a baciarlo.. Si muove con cura e  sicura dell’effetto che sortisce, provocando non solo l’uomo sotto di lei, ma anche chi li circonda. I movimenti sensuali, i sorrisini che spuntano tra un bacio e una carezza, sono a dir poco coinvolgenti. Il movimento sussultorio della donna strappa dei versi indistinti all’uomo, come di preghiera. “Continua, continua e non ti fermare…… non ti fermare, ti prego, no!” Ma invece che soddisfare la richiesta dell’uomo, lei si alza. Si risiede in modo decoroso e sorride sorniona ai passanti curiosi. “Perché -chiede lui- perché ti sei fermata, mi piaceva davvero!” Lei si volta continuando a sorridere “ Lo so, ma anche a loro – e indica una coppietta seduta su una panchina poco distante e due uomini all’ombra di un albero li vicino che stavano ammirando lo spettacolo- da come guardano, deve essergli piaciuto davvero ciò che hanno visto!” “Tesoro –dice lui- non m’importa. Anzi, che guardino pure ciò che io posseggo, –sorride- saranno invidiosi di quello che solo io posso toccare! E m’ispira ancora di più!”  Dicendo così, si avvicina a lei e ricomincia l’attacco. Le sue mani accarezzano il suo viso mentre le labbra sfiorano il collo, i lobi delle orecchie, la bocca di lei, invitante. Poi, senza preavviso, la alza di peso e, strappandole un gridolino compiaciuto, la invita a sedersi nuovamente su lui, nella stessa posizione in cui poco prima aveva osato lei. E ricomincia lo stuzzicante coinvolgimento di quei due corpi che bramano per una loro congiunzione.

La donna sembra molto compiaciuta da quegli attacchi eccitanti e lo dimostra apertamente inarcando la schiena con i capelli mossi dalla brezza, il viso verso il sole del primo pomeriggio e con voce leggermente roca sussurra parole incomprensibili a chi osserva. Le mani maschili intanto, accarezzano quel corpo sinuoso sotto il maglioncino, mentre il movimento di lei prende ritmi più audaci, mirati non più a stuzzicare ma ad eccitare. Le mani di lui si spostano, a pieni palmi sulle sue natiche, assecondano il movimento perpetuo. Fino a quando il viso della donna cala sulle sue labbra in un bacio talmente sensuale, un incrocio di lingue, di assaggi e morsi, di attacchi interiori.

Il movimento costante della donna, sempre più profondo, i baci e i sussurri che si possono percepire benissimo anche da lontano, portano l’uomo a stati di libidine pura e primordiale, fino a quando, qualche tempo dopo, l’uomo esplode con estrema lentezza ma voluttuosamente e tacitamente, dal tanto agognato amplesso.

Le acque ora sono chete, scorrono limpide tra i due amanti. Si alzano in silenzio, sorridono ai passanti e a chi ha gustato il loro amore e mano nella mano si avviano per raggiungere qualche desolata parte della città potendo fare di nuovo l’amore, questa volta senza limiti.

E se passi vicino a quella panchina, ora solitaria, si può sentire ancora nell’aria aleggiare quel particolare odore di sesso che ha coinvolto tutti, in quel parco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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